Parla il francescano che sa le cose

A fronte di tutto ciò, i rapporti non sembrano facilissimi. Che giudizio ne dà? “La verità è che i rapporti sarebbero ottimi, se non ci fosse sempre chi si preoccupa di seminare zizzania, creando talvolta l’impressione di ‘rapporti non facilissimi’. Bisogna pur sempre distinguere tra i rapporti con lo stato di Israele e i rapporti chiesa-ebrei. Nel primo caso, una certa dialettica è inerente alle relazioni tra due soggetti sovrani e indipendenti presenti sullo stesso territorio”. Al Sinodo sono rappresentate chiese i cui fedeli sono per la maggior parte arabi. Quanto conta questo nell’atteggiamento della chiesa nei confronti di Israele? “In Cristo, e per Cristo, non c’è né arabo né ebreo. La chiesa non è un soggetto politico, nel senso di prendere parte alle controversie meramente temporali, tantomeno ‘nazionali’.
"Maurizio Crippa, vicedirettore, è nato a Milano un 27 febbraio di rondini e primavera. Era il 1961. E’ cresciuto a Monza, la sua Heimat, ma da più di vent’anni è un orgoglioso milanese metropolitano. Ha fatto il liceo classico e si è laureato in Storia del cinema, il suo primo amore. Poi ci sono gli amori di una vita: l’Inter, la montagna, Jannacci e Neil Young. Lavora nella redazione di Milano e si occupa un po’ di tutto: di politica, quando può di cultura, quando vuole di chiesa. E’ felice di avere due grandi Papi, Francesco e Benedetto. Non ha scritto libri (“perché scrivere brutti libri nuovi quando ci sono ancora tanti libri vecchi belli da leggere?”, gli ha insegnato Sandro Fusina). Insegue da tempo il sogno di saper usare i social media, ma poi grazie a Dio si ravvede.
E' responsabile della pagina settimanale del Foglio GranMilano, scrive ogni giorno Contro Mastro Ciliegia sulla prima pagina. Ha una moglie, Emilia, e due figli, Giovanni e Francesco, che non sono più bambini"
